lunedì 16 maggio 2022

QUATTRO CHIACCHIERE CON... PAPARO ANTONIO

-intervista di Valentina Bottini- 

.      1. Presentati a 360°

«Sono un dirigente in pensione ma nella vita sono stato tante cose: un BAMBINO, uno SCOLARO, un ASPIRANTE MISSIONARIO, uno STUDENTE, un MILITARE, un IMPIEGATO, un PROGRAMMATORE ELETTRONICO, un IMPRENDITORE, un CONSULENTE ESTERNO, un CONSULENTE SENIOR, un METOODOLOGO, un PRODUCT MANAGER, un DOCENTE e un DIRIGENTE… ma andiamo con ordine.

Dopo un intenso ma complicato percorso di studi (esco dal collegio quando frequentavo il V anno di Ginnasio e gli esami erano solo interni quindi con la licenza di quinta elementare; una corsa al recupero con esami di licenza media, iscritto per un anno e poi sospeso, a ragioneria, ripreso poi lo studio serale a Milano dove mi sono trasferito a 16 anni e conseguo la maturità per iscrivermi alla facoltà di matematica prima e di informatica dopo ma senza conseguire una laurea) a Cinisello Balsamo, dove abitavo presso zio Nicola, cominciò la mia vita lavorativa come operaio in una cereria. Dopo mi spostai a Milano da zio Agostino dove all’inizio feci il saldatore e poi trovai lavoro come garzone di negozio in Via Settembrini e successivamente alla Standa.

Alla sera seguivo un corso per il diploma di contabile in una scuola di Cinisello e quando feci il militare (a Palermo, Caserma Scianna) questo corso di Contabile mi è tornato “utile” quando in un’adunata il Capitano chiese: “Se fra di voi c’è qualcuno che sa usare la macchina da scrivere alzi la mano”. Io alzai la mano e mi “imboscai” in fureria. Non avevo i requisiti ma stando in fureria riuscii ad intrufolarmi in un corso per telescriventisti alla scuola interforze di Chiavari-Lavagna sul fiume Entella e poi per otto mesi presso il V comiliter di Padova all’Ufficio Tributario come telescriventista. Al termine feci ritorno a Cinisello Balsamo e, dopo un breve periodo di permanenza ancora alla Standa che mi permise di seguire i primi corsi di meccanografia, cominciò la mia vita di impiegato.

Un giorno il mio maestro di corso mi disse che alla Stipel (poi SIP, oggi Telecom) a Milano, cercavano un operatore meccanografico a tempo determinato.

Finiti i sei mesi alla Stipel cominciai a lavorare alla Motta come operatore elettronico su calcolatori Elea 9003. Un bel giorno mi chiamò il mio  professore di meccanografia e mi disse che  il datore di lavoro della General Electric apriva un corso di programmazione per 20 partecipanti per l’assunzione di 10 persone; mi propose di parteciparvi perché anche se non  avevo i requisiti, avendo solo un diploma di terza media, avevo i talenti necessari per farcela. Quindi mi licenziai dalla Motta per partecipare al corso e fui il primo classificato! Ma dall’America tornò il capo del personale e bloccò le assunzioni! Però ben presto mi trovarono un’altra sistemazione come programmatore elettronico, analista, sistemista, responsabile EDP alla SACI Chimica Industriale e SIO (Società Italiana Ossigeno a Milano).

Grazie  di nuovo ad una “soffiata” del mio professore  di meccanografia andai a lavorare alla Sordelli di Venegono Inferiore come programmatore e analista. In questi anni comprai la mia prima macchina, una Fiat 1500 di seconda mano con alimentazione a gas e benzina, andai ad abitare prima  a Venegono Superiore dalla zia Bruna, l’ex giornalaia del paese che ha una bella villa in centro, poi a Vedano Olona, ancora a Venegono Superiore e infine tornai ad abitare a Cinisello Balsamo.

Una nuova telefonata del mio professore di meccanografia che mi propose di diventare un socio-tecnico in un Centro Servizi a Milano per la gestione di sistemi EDP generalizzati: i sistemi contabili, la gestione del magazzino, il sistema paghe, stipendi e contributi, la gestione condomini e affitti; la bollettazione del gas per il Comune di Parabiago. Nel 1973 assunsi come programmatrice una ragazza di Busto Arsizio, appena diplomata in ragioneria ed aveva frequentato un corso COBOL… me ne innamorai e ci sposammo nel 1979. Mi trasferii ad abitare a Busto Arsizio e diventiamo entrambi pendolari delle Ferrovie Nord. Nel 1982 nacque Francesca, ci daranno una mano a crescerla la zia Mariuccia e lo zio Alfonso, e nel 1987 nasce Carlo, ci daranno una mano a crescerlo la nonna Clementina e il nonno Eugenio; alla morte di quest’ultimo mia moglie abbandonò il lavoro a Milano trovando un impiego alla Crespi di Legnano per l’amministrazione del personale.

Da quegli anni in poi io ho continuato a sperimentarmi in sempre nuove e allettanti esperienze lavorative come consulente esterno per la realizzazione della gestione del magazzino e del façonnage per la Marlboro Leisure Wear; consulente senior per FINSIEL (realizzazione sistema stipendi e contributi per impiegati e dirigenti, realizzazione di sistemi informatici in grandi aziende…); metodologo nel Consorzio Bin-Siel; product manager per la realizzazione e la diffusione di prodotti assicurativi; docente (per l’addestramento di sistemi operativi, di linguaggi di programmazione, metodi della programmazione e dell’analisi strutturata); dirigente responsabile di un laboratorio di Ricerca e Sviluppo SW per MET Sistemi Finanziari (per la realizzazione di Progetti per il Gruppo Zurigo Assicurazioni  e per Padana Assicurazioni, EURECA (EURopean Environment for Computers Application) un prototipo realizzato da me da cui derivano i principi del sito Webcultura) ».

2. Da dove nasce il tuo sito Webcultura e quali argomenti si prefiggeva di trattare?

«Webcultura nasce con l’Associazione 55 Onlus, fondata da me stesso e da altri sei soci nel luglio 2003. Volevamo creare un sito internet per l’Associazione 55 Onlus, sfruttando le potenzialità grafiche di EURECA il cui menù generale è un modello iperspaziale multidimensionale (un vortice con al centro la scritta Webcultura e 4 punti VERO, BELLO, SAPIENZA (la sintesi per la Cultura di Raffaello nella Stanza della Segnatura dei Musei Vaticani), TEMPO da cui si dipartono 4 linee (i sentieri) che vanno a formare il vortice e lungo i quali si dispiegano 8 dimensioni (due per ogni sentiero) con la possibilità di aprire altre finite dimensioni all’interno dei 4 quadranti. È il modello del sistema totale (EURECA) per l’attivazione di sistemi e sottosistemi Informatici (industriali, bancari, assicurativi o di enti locali) frutto dei relativi sistemi e sottosistemi generalizzati usufruibili in rete. Dal mio punto di vista: recuperare la summa di esperienze informatiche e non recidere il cordone ombelicale con le tecnologie.

È un modello della cultura che tratta argomenti del TRASCENDENTE (nel Vero), dell’ARTE e dei MESTIERI (nel Bello con pagine dedicate alle 9 muse), delle SCIENZE (nella Sapienza) coniugate con argomenti dell’IMMANENTE (sui sentieri del Tempo). Il modello può essere replicato all’interno per i singoli argomenti. In pratica un universo informatico estensibile quanto si vuole».

 3. Chi vuoi raggiungere con Webultura?

«Nella pagina iniziale ci sono i link a pagine che spiegano i FINI (che cosa si vuole rendere possibile, i sogni che si intendono realizzare), gli SCOPI (perché vogliamo realizzare i fini dichiarati), gli OBIETTIVI (le cose concrete da fare) e i MEZZI (quali mezzi utilizzare per realizzare i nostri fini e perseguire i nostri scopi). Si è sempre cercato di raggiungere il maggior numero di persone possibili interessate alla cultura e non solo».

 4.      Come  è cambiato Webcultura negli anni?

«Webcultura nel tempo è diventato un oggetto con un solo gestore, il sottoscritto, e questo ne impoverisce la portata.

È stato arricchito con pagine di un certo interesse come: la pagina SPIEGAZIONI per le chiavi di lettura del sito, la pagina OSPITI (un surrogato dei gestori a mia cura), una pagina raccoglie le Catechesi di Mons. Livetti, una pagina raccoglie i post, le poesie, gli articoli sull’Informazione di G. Marcora,  una pagina raccoglie i link ai reportage di viaggi fatti con “Noi del Tosi”, una pagina raccoglie i link ai reportage di viaggi fatti con l’Associazione “Ul cuarantacenchi”, una pagina raccoglie i link a 7 corsi di cucina tenuti con M. Mauri con un ricettario e 182 ricette, una pagina è dedicata alla cucina Bustocca, una pagina dedicata a BAFF, ci sono pagine a cura di personaggi defunti o altre ancora dedicate ad associazioni chiuse… pagine evaporate nel tempo! »

5. Di cosa hanno bisogno i tuoi concittadini in  questo periodo storico?

«Busto Arsizio, checché ne dicano i detrattori, è una città meravigliosa per i suoi abitanti: generalmente grandi lavoratori e tutt’altro che col braccino corto come alcuni dicono. Conoscendo le varie associazioni benefiche (e a Busto ce ne sono tante) ti rendi conto della loro generosità (spesso si confonde la “parsimonia” con la “tirchieria”). Per tentare una risposta alla tua domanda ti racconterò un aneddoto (un nanetto come diceva Frassica!): da un po’ di tempo ospito su Webcultura una pagina che gestisco io dedicata a Gianluigi Marcora e alla raccolta dei suoi post in una tabella Excel pubblicata nella mia nuvola “One Drive”; ho partecipato recentemente alla presentazione del suo libro “Ul Giusepèn” che ho letto e su sua richiesta ho fatto un intervento, anzi ho suggerito una soluzione a un problema riscontrato nel suo libro: “I bustocchi a Busto Arsizio sono diventati una minoranza (su più di 80.000 abitanti poco più di 3.000 possono vantare il privilegio di chiamarsi bustocchi). Minoranza che si assottiglia sempre di più col rischio di estinzione, come molte specie rare. Cosa fare? Rifacendomi alla storia dei Romani che dicevano al barbaro appena conquistato: “Tu es civis romanus” (Tu sei un cittadino Romano) creando così il più grande Impero della storia. Perché per invertire la tendenza non imitate i romani e dire a tutti i “pervenuti”: “Tu sei un cittadino bustocco”? Poi ho chiuso il mio intervento ricordato la visita di J.F. Kennedy a Berlino del 1962 con la famosa frase “Ich bin ein Berliner” (Io sono un berlinese) dicendo ai presenti: “Io Antonio Paparo, terone di Crotone, vi dico Io sono un bustocco”. Ma la cosa non è stata apprezzata. Ecco di cosa penso abbiano bisogno i miei concittadini: “Abbandonare la logica dell’alternativa esclusiva e abbracciare la logica dell’alternativa inclusiva” al fine di adire a un nuovo umanesimo meno divisivo. E… non perché mi sento discriminato, ho sposato una Bustocca (una Chierichetti) e i miei due figli sono Calabro-Bustocchi, mio figlio Carlo, cresciuto dai nonni, parla il Bustocco, che non parla sua mamma perché bisognava “non parlare in dialetto ma in italiano”. I non-bustocchi si sentono spesso esclusi, un po’ emarginati, ed assumono a loro volta un atteggiamento mentale negativo verso questa meravigliosa popolazione».

 6.      Cosa sono gli “Amici dell’Asilo Sant’Anna”?

«Ho trovato recentemente in un cassetto una maglietta degli amici dell’Asilo Sant’Anna con su una
scritta anzi un codice fiscale l’ho indossata e mio figlio mi ha chiesto: “Cosa vuol dire DFCTFRV?” Ma dai non ricordi quando facevamo le recite all’asilo? “Deficienti for Ever” … era il nostro motto... Eravamo “GIOVINI e goliardici” Io ne ho fatto pienamente parte al tempo dell’asilo del mio secondo figlio, mentre nel periodo di Francesca ero più assente. Quando facevamo le nostre recite mia figlia mi rinfacciava sempre: “Ecco per lui tu hai fatto di tutto all’asilo… per me
mai niente!”

All’asilo ho recitato nei panni della “Monica di Monza”, della regina in “Biancaneve e i sette nonni” e ancora nel ruolo di regina in “I tre moschettieri e le 4 tartaruga ninja”… mio figlio Carlo una volta mi ha detto: “ Ma te … ti vestono sempre da donna?”

Negli anni ho recitato anche con una compagnia teatrale della parrocchia del Redentore di Busto, coi quali mi sono cimentato nel ruolo di Don Alejandro (padre di Zorro) e in quello di Redruth nell’Isola del Tesoro. Ma la mia prima recita è stata in “L’angelo consolatore nell’orto degli ulivi” in collegio quando avevo 13 anni. Come vedi sono un attore nato!

È stato un momento magico caratterizzato da vera e sana amicizia anche se la mia presenza a Busto e quindi la loro frequentazione era molto sporadica (lavoravo a Milano e spesso ero in giro per lavoro).

Ti devo confessare che è un po' di tempo che non li frequento, i miei, con alcuni di loro, sono solo incontri casuali per le vie cittadine.

Loro sono stati per me il Battesimo nel mondo Bustocco».

 7.      Esiste ancora l’Amicizia (con la  A maiuscola) tra le persone?

«Questa è una domanda a cui non so risponderti, da molto tempo mi sono rintanato nel mio guscio e non frequento quasi nessuno, se non, mio cognato e la sua famiglia ma anche loro sempre più di rado. Non vorrei però sia un effetto collaterale del COVID 19 che ci ha segregati in casa con divieti di riunioni e assembramenti.

Fino al manifestarsi del virus almeno tenevo qualche lezione per l’apprendimento dell’uso del PC a persone cui la tecnologia era passata letteralmente “sopra la testa” (alcuni preti, qualche missionario del PIME, alcune suore e qualche conoscente). Poi con alcuni sono passato all’assistenza remota prendendo il controllo del loro PC da casa con Team Viewer. Per altri sono ancora in attesa che cessino le restrizioni COVID per riprendere le lezioni. Ma non so se definirla Amicizia con la A maiuscola, sono più che altro rapporti in cui si instaura la condivisione docente-discente che non sfocia mai in un vero rapporto d’AMICIZIA».

8.      C’è un episodio simpatico/divertente/curioso/significativo della tua vita che vuoi raccontarmi?

«Ce ne sarebbero tantissimi te ne cito solo uno veloce. Nella mia vita sono stato chiamato “dottore”, “ingegnere”, “avvocato”, “professore”… sebbene non mi “pertoccasse” nessuno di questi titoli. Ho solo una maturità conseguita facendo le scuole serali e non ti dico in che cosa sennò ti scompisci dalle risate! Anzi te lo dico: “Maturità odontotecnica” conseguita a Vercelli da privatista presentato dal chiacchierato Istituto Casati di Milano. Mi serviva per potermi  iscrivere all’Università. Ma il titolo che più mi sorprendeva era quello che mi dava Suor Rosa, quando le obnubilavo il cervello con le mie lezioni sul PC, si rivolgeva a me chiamandomi “REVERENDO” ».

9.  La frase che ti dicono più spesso?

«Ma tu scusami: “Quanti anni hai?” »

10.   Se fossi un personaggio storico chi saresti? Perché?

«Napoleone … perché a letto mi basta poco spazio come a lui».

11.  Tre aggettivi con cui gli altri ti definiscono?

«Te ne posso dare anche cinque: “piscinin, brùt, cativ, terun e cunt la panscia”. Ma dai!!! »

12.  Tre aggettivi con cui tu ti autodefinisci? Perché?

«Bello, alto, biondo con gli occhi azzurri! Perché è quello che avrei voluto essere! »

venerdì 6 maggio 2022

 WORD KIDS COLOURING DAY

di Valentina Bottini 


Dal 2008 oggi 6 maggio, si celebra in tutto il mondo  la giornata dei colori. Quest'anno voglio festeggiare il  "Word Kids Colouring Day"  proponendo una delle prime poesie che ho scritto sulla vita e sui colori:


La mia vita a colori

La vita è un susseguirsi

di periodi colorati:

giallo, rosso, verde, blu

e molti di più.

 

La mia vita è un arcobaleno

di tanti colori che si alternano.

La mia vita è un arcobaleno

di colori caldi e colori freddi.

La mia vita è un arcobaleno

con tante sfumature.

La mia vita è un arcobaleno

con pennellate veloci e accennate

accanto a pennellate curate.

 

I colori della tavolozza del pittore

sono attimi di quotidianità

che solo il mio pennello può

fissare sulla tela della mia vita.

mercoledì 13 aprile 2022

INTERNATIONAL  KISSING DAY

di Valentina Bottini


Oggi 13 aprile si celebra in tutto il mondo il bacio.  "L'International Kissing Day" è nato per ricordare il bacio più lungo della storia ovvero quello del 1968 di una coppia thailandese che, durante una competizione, durò 46 ore 24 minuti e 9 secondi. Oggi voglio celebrare questa data riproponedo una mia poesia proprio sul bacio:

 

Sorpresa di un bacio

 Questa è la storia di un giovane innamorato

che nel buio sognava un bacio sfiorato

ma ricevette un iniziale bacio sussurrato.

La corazza che lo proteggeva

combatteva contro un’attrazione evidente

che l’aria fendeva

come quando c’è un freddo pungente.

Lei volutamente lo attraeva e lo respingeva,

grandi sorrisi e sguardi intensi

ma parole dirette e taglienti

finche lui si chinò lentamente

e un bacio le diede semplicemente.

 

La  scintilla iniziale

accese un incendio passionale

che dopo poco

divenne un fuoco.

Gli occhi dei due brillarono,

dolcemente si  avvicinarono

e le labbra di nuovo si sfiorarono.

Quel tocco vellutato,

quel contatto appassionato

di un bacio sognato

             diventato un ricordo delicato.

venerdì 7 gennaio 2022

 NATALE COL BOTTO

di Gianluca Pepe 

E’ bastato un tampone positivo, fatto per scrupolo, per annientare tutta la magia del Natale e delle Feste. Dicembre è il periodo più bello dell’anno: le luci e gli addobbi natalizi nelle vie delle città, le melodie fischiettate camminando per strada, le vetrine dei negozi addobbate a festa.

Tu che cammini per mano con tua moglie e il tuo piccolo bambino facendo tutte le raccomandazioni del caso (mi raccomando manteniamo il distanziamento, teniamo sempre la mascherina e cerchiamo di stare attenti soprattutto al lavoro). Come se non bastasse ritiri il bambino dall’asilo due settimane prima proprio per avere la sicurezza che vada tutto nel verso giusto. I regali di natale fatti e finiti il 15 dicembre proprio per scongiurare assembramenti e caos. Sembra filare tutto liscio, sembra che te la sei scampata; ormai mancano solo due giorni alla vigilia, ti rechi in farmacia per fare un tampone di sicurezza, visto che dovrai andare da parenti e nipoti piccoli, per evitare di fare un patratack ed ecco quello che non avresti mai voluto sentirti dire.... gli occhi pieni di gioia si trasformano in occhi di tristezza pieni di lacrime. Sei positivo al COVID-19! E’ questione di un secondo per far crollare tutta la magia del Natale! Torni a casa guardi negli occhi tuo figlio e tua moglie e ti senti in colpa, perchè dovrai chiuderti in casa in isolamento. Addio pranzi, cene, ma soprattutto addio ad abbracci, baci, foto che aspettavi da ormai due anni (sì perchè a Natale 2020 ci fu il lockdwon)… ma il Natale 2021 sei positivo!


 Nella tua testa mille domande, mille pensieri, com’è potuto accadere? E’ bastata una piccola distrazione a rovinarti tutto. Intanto arriva il Natale e nonostante tutto tuo figlio di un anno e mezzo con gioia apre i regali di Natale con un sorriso e una felicità negli occhi… capisci che devi trovare il sorriso per fargli passare uno splendido Natale, il COVID non può rovinare questo giorno!

 Apri i social e.... la triste realtà, nella tua stessa situazione ci sono milioni di persone che stanno passando le feste chiusi in casa da soli, parenti visti e sentiti solo con videochiamate!

Questa pandemia ha messo nuovamente in ginocchio tutti. Intanto 24/25/26 sono volati velocissimi tanto che non ti sembra vero sia già finito tutto. Provi a correre ai ripari, per salvare il salvabile chiami chi di competenza per fissare un tampone ma le migliaia di casi e forse la poca competenza di chi di dovere, nel gestire tutta questa situazione, hanno fatto andare in tilt il sistema… si avvicina il


capodanno con la consapevolezza che dovrai festeggiare sul balcone, lo stesso balcone che ti fece compagnia nel primo e nel secondo lockdwon. Addio alla vacanza in montagna! Fortunatamente riesci a fissare un tampone a pagamento per salvare l’Epifania anche se l’esito si fa attendere più di 48 ore di attesa per scoprire che non c’è nulla da fare… dopo 15 giorni sei ancora positivo al COVID. Lì crolli in un pianto e in una solitudine che ci metterà un pò a passare, si perchè le festività sono ormai giunte alla fine e tu dovrai rimanere in casa fino al 13 gennaio quando saranno passati i 21 giorni di legge e potrai tornare a riprenderti in mano questo 2022 partito con il botto, sperando che come dice l’amico Max Pezzali in questo nuovo anno Andrà tutto bene non può succedere niente di male…

mercoledì 17 novembre 2021


IL NATALE

di Pepe Gianluca

Se pensiamo al Natale chiudiamo gli occhi, torniamo a quando eravamo bambini e aspettavamo con ansia quel giorno. Le città addobbate con luci, alberi, presepi; per le strade passavano persone vestite da Babbo Natale a distribuire caramelle e cioccolatini, mentre gli zampognari passano per le vie delle città a suonare melodie natalizie. Purtroppo con gli anni e per colpa di questa pandemia, che sicuramente non aiuta, tutta questa magia si sta svanendo. 

È per questo che con il mio staff, composto da Valentina e Valeria, abbiamo pensato di dedicate nel nostro programma radio Flash, che va in onda tutti i mercoledì dalle 20:00 sulle frequenze di RadioBusto Live, parte della puntata al Natale per adulti e piccini. Abbiamo creato dei concorsi natalizi dove mettiamo in palio dei premi, faremo qualche telefonata a casa, e daremo la possibilità di scrivere la letterina a Babbo Natale e leggerla in diretta durante il programma. Con questa iniziativa speriamo di riportare un po’ di atmosfera natalizia e quel clima di gioia e felicità per strappare dei sorrisi che fanno sempre bene. Ci riusciremo? Bho questo non possiamo saperlo possiamo solo aspettare e vedere. 

Per informazioni sui nostri concorsi basta visitare le nostre pagine social di Facebook “Flash” e “Il Giagy e la Vale”.

 

mercoledì 25 agosto 2021


 “REGALA UN SORRISO”: AL VIA L’INIZIATIVA DI RACCOLTA GIOCATTOLI PER I PIÙ PICCOLI

di Valentina Bottini

 Spesso si pensa che solo nelle terre lontane da noi ci sia bisogno del nostro supporto dimenticandoci che in realtà  non serve andare lontano per fare gesti di solidarietà perché, si sa, “Non si fa missione solo in terre lontane” e questo Gianluca Pepe lo sa bene.

Questo giovane padre, guardando il figlio felice tra i suoi giocattoli, ha  pensato che tanti genitori, a causa di questa crisi incrementata dall’emergenza sanitaria, hanno difficoltà a prendere un giochino per i loro bambini o a concedersi un attimo di svago con loro; così ha pensato di spendersi in prima persona e ha promosso l’evento “Regala un sorriso”.

          Cos’è “regala un sorriso”? Perché questo titolo?

“’Regala un sorriso’ non è altro che un modo per uscire da questo anno tormentato e difficile dove molte famiglie, molte imprese, molte attività non ce l’hanno fatta e hanno dovuto soccombere o, quelle poche che sono sopravvissute, hanno fatto fatica ad arrivare a fine mese. Molte famiglie non si sono magari potute permettere di uscire e comprarsi una semplice maglietta o un giocattolo per i loro figli; chi ha sofferto di più di questa situazione sono stati proprio i bambini che da un giorno all’altro si sono ritrovati chiusi in quattro mura senza vedere i loro amichetti, senza poter andare al parco, senza poter giocare liberamente... questo evento è dedicato proprio ai più piccoli, un modo per tornare lentamente alla normalità e poter giocare con semplici giochi che magari i loro genitori non hanno potuto comprargli o strutture come asili non hanno potuto acquistare per far quadrare il bilancio. Quindi ho pensato di avviare una raccolta di giocattoli che i nostri figli non usano più; invece di riporli in uno scantinato a prendere polvere o addirittura buttarli in discarica possono regalare un sorriso a tanti altri piccoli”.

-          Da dove nasce l’idea di questo evento?

“L’idea di questo evento nasce dal fatto che io da 10 anni ormai faccio web radio e da 5 sono nella radio di Busto Arsizio, RadioBusto Live, con un programma demenziale-comico che va in onda tutti i mercoledì dalle 20:00. In questo programma ho un momento dedicato proprio ai più piccoli; da anni mi piace con il mio programma, con il mio staff, composto da Valeria Ritrovato e Valentina B., e con altre collaborazioni organizzare eventi benefici e aiutare chi ha bisogno. Quest’anno ho scelto proprio la fascia d’età dei più piccoli che sono il nostro futuro”.

-          Cosa ti aspetti da questo evento?

“Sicuramente da questo evento mi aspetto tanta collaborazione dalle persone della mia città ma non solo; infatti è un evento aperto a 360° gradi. Mi aspetto che le persone aprano gli occhi ma soprattutto il cuore per aiutare chi ha più bisogno di noi”.

-          A   quali strutture sono destinati i giocattoli raccolti?

“Abbiamo pensato ad alcune scuole dell’infanzia del territorio bustocco… ci piacerebbe donare qualcosa anche all’ospedale e ad altre strutture per i più piccoli. Più giocattoli riusciremo a recuperare, più strutture saremmo felici di aiutare”.

-          Chi vuole aderire come fa?

“Aderire a questa iniziativa è semplicissimo: ci sarà un video con tutte le informazioni necessarie (contatti, numeri di telefono…) che continuerà a girare sulla pagina Facebook del mio programma Flash e sul mio profilo personale. Tutto quello che raccoglieremo sarà documentato con ringraziamenti personali a chi aderirà e con foto di consegna sui nostri social; questo per non nascondere nulla e assicurare la massima trasparenza. Ho messo la faccia in prima persona come ogni evento che organizzo perché mi piace fare del bene per il prossimo”.

giovedì 1 aprile 2021

 A CUORE APERTO

 di Gianluca Pepe

E mi trovo ancora qui seduto sul mio balcone, con un lumino acceso a contemplare la Chiesa e a parlare con Te. Secondo me tutto questo è una tua punizione, un tuo castigo; ma non perché tu ci voglia male anzi, tu ci vuoi insegnare ancora una volta -come hai sempre fatto- a guardare la vita con altri occhi ma noi, troppo accecati da quello che ci sta intorno, non vediamo. Con il nostro modo di fare, le nostre piccolezze, il nostro inquinamento, la nostra arroganza e presunzione stiamo rovinando un mondo bellissimo. E Tu con questa pandemia vuoi ancora una volta aprirci gli occhi come feci quel giorno: spalmando del fango e ridando la vista ad un uomo nato cieco.

Bhe ti sembrerà strano però a me in quest’anno mi hai aperto gli occhi, mi hai fatto vedere quello che altri non riescono a vedere, e cioè dare importanza alle piccolezze, dare importanza a cosa che per me prima erano scontate e non le vedevo.

Signore ti ringrazio perché mi hai donato due suoceri che amo come fossero i miei genitori (so che può suonare strano per molti perché di solito tutti non sopportano i suoceri), ti ringrazio perché mi hai dato una moglie bellissima, e la bellezza non si misura solo guardando l’esteriore ma soprattutto l’interno di una persona. Anche se molte volte discutiamo, o diciamo cose brutte la verità è che lei è il mio punto di forza. Lei pensa che io sia più forte di lei, ma in realtà mi nascondo dietro una corazza che una volta era dura e non faceva passare nulla, ma con gli anni si sono fatte delle crepe e ora è vulnerabile. In realtà la vera combattente, la vera forza è lei, e io non riuscire mai a vivere senza di lei. Grazie perché da questo amore è nato il dono più bello che potevamo desiderare: Riky, l’incarnazione della felicità, sempre con il sorriso, sempre allegro, pieno di gioia. Loro sono la mi famiglia, il mio tutto e io darei la vita per loro. C’è chi dice che un vero uomo non piange mai, è duro, possente, e sa sempre quello che vuole; c’è invece chi dice che piangere ogni tanto mostra il lato migliore di un uomo, io non so quale sia la verità so solo che quando piango mi fa paura, paura che sto per cedere, per crollare!

Ora mi auguro solo con tutto il cuore che tutti possano imparare a guardare la vita con questi occhi, e che possiamo tornare alla normalità e a dare importanza alle piccole cose.

Grazie Signore per avermi aperto gli occhi e avermi ridato la vista. Ora spero che Tu non ci abbandoni mai e che ci darai la possibilità di riprendere in mano la nostra vita senza sprecarne neanche una goccia.

E a cuore aperto Ti ringrazio e Ti chiedo di proteggere la mia famiglia!



DIPLOMA di Gianluca Pepe Quando arriva il primo vero traguardo di tuo figlio, il diplomino che sancisce la fine della scuola materna per pas...